venerdì 18 settembre 2020

QUALI SONO I COLORI TERZIARI

Quali sono e quali regole sottostanno alle interazioni tra i colori terziari? Come utilizzare queste gamme cromatiche nel modo corretto in pittura? vediamo in questo post dedicato alle mescolanze "squilibrate" terziarie, quali sono le regole da tenere presente.


I colori terziari - Blog artistah24.it - Paul Cezanne - Giovane col panciotto rosso
Paul Cezanne- Giovane col panciotto rosso - olio su tela



Innanzitutto perché definiamo i colori terziari, mescolanze "squilibrate"? Perché si tratta di colori ottenuti dalla mescolanza di due colori primari, ma in quantità diverse tra loro: uno dei due colori che compone la mescolanza terziaria è in quantità differente rispetto all'altro colore. 

Queste quantità differenti faranno si che uno dei due colori sia "dominante" rispetto all'altro, e in conseguenza il secondo colore che interviene nella mescolanza, sarà pertanto "subordinato".


Per quanto riguarda la composizione pittorica, la teoria del colore tradizionale, ci spiega Garau nel suo saggio sul colore (in bibliografia), si concentra sui colori primari fondamentali (cioè il rosso, il blu e il giallo) e sui colori secondari (ovvero il viola, l'arancione e il verde).

La visione umana per sua natura, necessita della presenza dei tre colori primari, sia che si presentino in forma pura, che in mescolanza secondaria. Questa necessità fisica è all'origine della interazione cromatica che interviene per mezzo dei colori complementari (ottenuti dall'accostamento di un colore primario e il secondario formato dagli altri due primari, oppure attraverso le tonalità terziarie basate sullo stesso principio).

Siccome i tre colori primari, per la loro caratteristica di essere puri e fondamentali (cioè non originati da mescolanze di altri colori) e non avendo tra loro nessuna somiglianza cromatica, le interazioni tra di essi sono possibili solo attraverso la funzione di "ponte" svolta dai colori secondari o terziari.

Allo stesso tempo, la mescolanza secondaria paritetica (quindi equilibrata nelle quantità di colore che la compone) instaura un rapporto di contrasto e connessione con il terzo colore (escluso dalla mescolanza) con il quale risulta collegata in modo dinamico, conseguendo il completamento cromatico.

L'occhio umano, spontaneamente sceglie e collega tra di loro i colori complementari, che proprio per questo motivo, spesso sono utilizzati dai pittori per stabilire, all'interno di un dipinto, una connessione visiva tra zone distanti tra loro.

Piet Mondrian, che utilizzava nelle sue composizioni i tre soli colori primari separati da tonalità acromatiche quali il bianco e il nero, aveva in tal modo indicato la sua volontà di considerare il colore quale elemento costruttivo del quadro, partendo dal grado più elementare di impiego del colore, dimostrando anche che, al pittore è sufficiente la funzione di completamento cromatico ottenuta collocando i tre colori fondamentali in varie zone della superficie pittorica.



Arnheim, il noto studioso del colore, però ritiene che, se nel dipinto non esistono parti separate, non ci sarebbe niente da congiungere! Ed ecco che allora occorre chiedere al colore qualcosa che vada oltre il completamento cromatico; cioè la capacità di instaurare rapporti attivi anche di segno opposto al congiungimento: quindi la capacità di separare le varie zone del dipinto.


LE MESCOLANZE SQUILIBRATE

Rudolf Arnheim individua nei colori terziari (cioè i colori formati da due primari presenti nella mescolanza in quantità diverse) la capacità di attivare tensioni, generando uno "squilibrio", sia divergente (di separazione) che connettivo (di unione).

Nell'accostamento di due mescolanze terziarie squilibrate le tonalità sono entrambe dinamiche dato che, emergono tensioni di vario grado e di segno opposto che danno origine ad attrazioni e respingimenti.

Sono proprio queste tensioni scaturite dall'accostamento dei colori terziari che il pittore, nelle sue composizioni, potrà articolare l'insieme dell'opera con connessioni e divisioni.



CONNESSIONI E DIVERGENZE TRA COLORI TERZIARI

Come detto, le connessioni e le divergenze sono il risultato originato dalle forze che entrano in gioco in seguito all'accostamento di due mescolanze terziarie contigue. 

Dato che ciascuna mescolanza è composta da due dei tre colori primari, uno dei quali è però presente in quantità diversa rispetto all'altro, la partita è giocata da quattro colori, uno dei quali è presente due volte.

Ad esempio nella coppia terziaria viola-verde (con il blu presente in quantità minore) avremo:

  • Rosso-bluastro e Giallo-bluastro (il blu entra in gioco due volte)
Il medesimo colore (in questo caso il blu) che fa parte di entrambe le mescolanze è il perno delle tensioni che si instaurano; costituisce il ponte tra le due tonalità, ed attiva una tensione il cui esito di direzione e grado, è in funzione della quantità (nell'esempio di blu) presente nei due colori terziari.

Il colore comune presente nei due terziari accostati (in un linguaggio più tecnico "giustapposti") può assumere lo stesso ruolo in entrambe le mescolanze, quindi ad esempio, "dominante" in entrambi i colori terziari, oppure "subordinato" come nell'esempio che abbiamo ipotizzato. 

Al contrario il colore comune potrebbe assumere ruoli diversi nella formazione dei colori terziari della coppia, divenendo "dominante" nell'uno e "subordinato" nell'altro, o viceversa,.

Le diverse quantità di uno o dell'altro colore dà origine a diverse tipologie di mescolanze terziarie che esaminiamo nel prossimo punto.



QUATTRO GIUSTAPPOSIZIONI DI MESCOLANZE TERZIARIE

I rapporti quantitativi tra i colori primari, che danno origine a quattro tipi di mescolanze di colori terziari (che, lo ricordiamo, sono mescolanze in cui i colori primari che le compongono sono presenti in quantità diverse) possono essere le seguenti:

  1. INVERSIONE COMPLETA
  2. INVERSIONE PARZIALE
  3. SOMIGLIANZA DEI DOMINANTI
  4. SOMIGLIANZA DEI SUBORDINATI

Vediamo queste mescolanze nel dettaglio.


1 - INVERSIONE COMPLETA

Le giustapposizioni tra coppie di colore definite in "inversione completa" sono formate dalla mescolanza di due colori primari (su tre), ciascuno dei quali assume il ruolo di "dominante" in un colore e "subordinato" nell'altro.

In Inversione completa possiamo ottenere tre coppie di colori terziari:

  1. Bg-Gb (Blu-giallastro e Giallo-bluastro)
  2. Gr-Rg (Giallo-rossastro e Rosso-giallastro)
  3. Rb-Br  (Rosso-bluastro e Blu-rossastro)

Ciascuno dei due colori primari, nella mescolanza che andiamo ad ottenere, ha con sé una parte dell'altro colore. 

Ipotizziamo, ad esempio, la coppia di primari giallo e blu:

  • Se immettiamo  una piccola quantità di giallo nel blu, quest'ultimo (che ha caratteristiche passive) si dinamizza attivando una tensione che conduce verso il giallo, che aumenterà, immettendo altro giallo, sino a raggiungere il punto di equilibrio nel colore secondario VERDE, dove le quantità di giallo e di blu sono paritetiche.
Viceversa, se esaminiamo il caso contrario:

  •  l'immissione di una piccola quantità di blu nel giallo, il carattere attivo di quest'ultimo risulta attenuato dall'ingresso del blu, attivando però anche in questo caso un movimento che tende verso il verde, sino a giungere, con successive aggiunte, al punto di equilibrio costituito dal verde secondario.


Se le quantità nelle mescolanze di colori terziari che abbiamo appena visto, rimangono "squilibrate", senza cioè l'aggiunta (nell'esempio, di giallo o di blu) che possa portare i colori primari che formano la mescolanza, in condizione paritetica, la convergenza che entrambe le mescolanze presentano, verso un punto di equilibrio comune, (rappresentato nell'esempio dal colore secondario verde), non viene raggiunta, quindi la tensione non si esaurisce, ma semmai unisce fortemente tra loro le due tonalità giustapposte.

Per via della forte connessione esistente tra le coppie terziarie, esse sono particolarmente interessanti in pittura, laddove si abbia necessità di mettere in particolare risalto un determinato oggetto, evitando che questi possa mimetizzarsi o smembrarsi nell'insieme cromatico.

In un tema pittorico, il problema compositivo posto dalla forza di coesione che queste coppie di colore hanno, e che le porta a staccarsi dal contesto in cui sono inserite, può essere risolto tenendo in considerazione il fatto che esse sono formate da due primari su tre, pertanto presentano una lacuna. 

Inserendo il terzo colore mancante nello sfondo, l'insieme cromatico risulta completato. 

Quindi per schematizzare:

  • nella coppia di viola terziari Rosso-bluastro e Blu-rossastro (Rb e Br) sarà lo sfondo giallo a completare l'insieme

  • nella coppia di verde terziari Blu-giallastro e Giallo-bluastro (Bg e Gb) sarà lo sfondo rosso a completare l'insieme

  • nella coppia di arancioni terziari Giallo-rossastro e Rosso-giallastro (Gr e Rg) sarà infine uno sfondo blu a completare l'insieme


2 - INVERSIONE PARZIALE

Nel caso di Inversione parziale esistono sei possibilità di formazione di coppie terziarie. In una ipotetica ruota di colori terziari, le coppie hanno l'andamento che segue:

  • Gb > Rg e Br 
  • Gr >  Rb e Bg
  • Rg > Br e Gb
  • Rb > Gr e Bg
  • Br >  Rg e Gb
  • Bg > Gr e Rb

A differenza dell'inversione completa, in cui intervenivano due colori primari alla volta, mentre il terzo rimaneva escluso dalla formazione delle mescolanze, qui abbiamo l'intervento dei tre colori, ma in misura diversa.

In ciascuna coppia di colori terziari, uno dei tre colori primari è presente in eccesso e uno in difetto rispetto al terzo. 

Dato che parliamo di "coppie" i colori di base sono due, ma in uno di essi (poniamo per esempio il rosso) viene immessa una piccola quantità del secondo colore (per ipotesi il blu) attivando in tal modo un movimento del rosso verso il blu, che come già detto in precedenza  nel caso dell' inversione completa, tenderà verso il punto di equilibrio costituito dal colore secondario viola (formato da quantità paritetiche di rosso e blu). 

Nella seconda mescolanza della coppia presa in esame, al blu dominante viene aggiunta una piccola quantità del colore sinora escluso, cioè il giallo.

Nel blu, pertanto, si attiva una tensione che conduce, per via del giallo, al verde secondario dando luogo ad una dinamica che si può riassumere in:

A che tende verso B che a sua volta si dirige verso C

Una forza tende ad unire i colori della coppia A che si dirige verso B, ma un'altra  forza impedisce il congiungimento con B che, fugge da A e va invece verso C.



3 - SOMIGLIANZA DI DOMINANTI

In questo tipo di giustapposizioni sono possibili tre combinazioni di colori terziari:

  1. Gb con Gr
  2. Bg con Br
  3. Rg con Rb

Nella formazione di ciascuna di queste coppie di mescolanze terziarie entrano in gioco tutti e tre i colori fondamentali (giallo, rosso e blu) , ma con uno squilibrio quantitativo molto forte. 

Un colore primario è presente in entrambe le mescolanze di ciascuna coppia in quantità dominante.

Gli altri due colori primari, presenti nelle mescolanze della coppia, sono invece in quantità subordinata e pertanto la loro funzione è quella di caratterizzare in direzioni opposte, la stessa tinta dominante.

Il protagonista è un solo colore primario, che data la presenza subordinata degli altri due colori fondamentali, viene a subire un movimento divergente verso gli altri due primari presenti in minor parte.

Il movimento generato in queste coppie di colori terziari è:

  • in senso orizzontale in quanto entrambi i colori subordinati orientano il movimento divergente verso il rispettivo punto di equilibrio, rappresentato dal colore secondario di cui fanno parte.

  • in senso avanti-indietro che avviene nelle coppie in cui uno dei colori subordinati è il blu,  data la sua caratteristica "fredda" e "passiva", differente da quella "attiva" e "calda" del giallo e del rosso, creando pertanto un movimento di retrocessione, a differenza degli altri due colori che "avanzano" verso lo spettatore.

  • Nella coppia di mescolanze in cui troviamo come colore di base (dominante) il blu e subordinati il giallo e il rosso, il movimento avanti-indietro non sembra esserci.


4 - SOMIGLIANZA DI SUBORDINATI

Anche in questo tipo di giustapposizioni di coppie di colori, le combinazioni sono tre:

  1. Gb e Rb Il blu è subordinato in entrambe le mescolanze
  2. Rg e Bg Il giallo è subordinato in entrambe le mescolanze
  3. Gr e Br  Il rosso è subordinato in entrambe le mescolanze

Due (dei tre) colori puri vengono attivati attraverso l'immissione di una quantità subordinata del terzo colore primario mancante, e il risultato è un movimento del colore di base verso il colore minoritario immesso nella mescolanza.

Se per ipotesi, spiega Garau nel suo saggio, i due colori sono il rosso e il blu, il colore subordinato comune sarà il giallo. Il punto di equilibrio verso cui tendono le mescolanze di colori terziari sarà il verde, nel caso del Blu e giallo, e l'arancione nel caso del Rosso e giallo.

Il giallo però, essendo in quantità subordinata (quindi inferiore) rispetto ai due colori dominanti Rosso e Blu, non permetterà mai il raggiungimento dell'equilibrio dei colori secondari verde e arancione, consentendo però, comunque la complementarità delle due tinte: Blu-giallastro (che è un verde che tira più verso il blu) e Rosso-giallastro (cioè un arancione che però è più vicino al rosso).

Le altre due coppie che sono:

  • Giallo-rossastro e Blu-rossastro (rosso subordinato in entrambi i colori terziari)
  • Giallo-bluastro e Rosso-bluastro (il blu è il colore subordinato per entrambi i colori terziari)

Tutte queste coppie di colore sono tra loro complementari, ma si tratta di una complementarità che si differenzia da quella che lega un primario ai suo complementare secondario (vedi qui) in quanto, in questo genere di giustapposizioni il contrasto è totale, dato che nessuna parte del colore secondario è presente nel colore primario puro.


Va inoltre osservato che, per quanto riguarda il movimento avanti-indietro, la presenza comune di un colore subordinato nelle mescolanze terziarie fa si che:

  • quando il colore subordinato è il giallo o il rosso, che sono colori attivi, la coppia è attiva e sembra avanzare verso l'osservatore.
  • se invece il subordinato è il blu, per sua natura colore passivo, la coppia acquisisce questa caratteristica e sembra arretrare.

Le coppie in inversione parziale, per il fatto di essere formate da colori complementari terziari, sono adatte a composizioni in cui una coppia di colori terziari definisce la "figura" mentre l'altra definisce lo "sfondo" creando un effetto gradevole e potente, oltre che di completamento cromatico dell'insieme.


 

L'USO DEI COLORI TERZIARI - BREVE ANALISI DEL DIPINTO DI CEZANNE 

Il quadro che fa da copertina a questo post, dipinto ad olio su tela da Cézanne ed intitolato "Giovane col panciotto rosso", presenta alcune caratteristiche che riguardano le nozioni sul colore terziario che abbiamo esaminato nei punti precedenti.

Ce ne parla Garau nel suo saggio, evidenziando come queste regole, non siano puramente astratte, ma al contrario, siano (a volte inconsciamente) utilizzate dai grandi maestri della pittura. 

Innanzitutto il fulcro del quadro è collocato a sinistra in basso, e precisamente nell'incrocio tra il dorso e il braccio con manica bianca, dove troviamo il centro, sia formale che cromatico, dell'opera.

Il colore ha in questo punto la sua massima saturazione e forza di tensione divergente poiché si tratta di una giustapposizione in inversione parziale: Blu-rossastro con Rosso-giallastro.

Ciascuna di queste due tonalità è a loro volta legata, sopra e sotto, ad una mescolanza con la quale forma una coppia di tipo inversione completa: Giallo-rossastro e Rosso-giallastro.

Il contrasto Rosso-giallastro e Blu-rossastro è accentuato dal bianco a destra della manica, che a sua volta aggiunge il contrasto chiaro-scuro, mettendo in evidenza la forza cromatica della coppia terziaria, attraverso la propria acromaticità.

Sulla sinistra le due mescolanze terziarie, sono invece circondate da una zona verde-blu scuro (Bg), che fa risaltare il dorso Giallo-rossastro del busto, sia per differenza di chiarezza (vedi qui l'articolo sulla chiarezza del colore) sia perché si tratta di una coppia in inversione parziale.


Fonte bibliografica:

Le armonie del colore - Augusto Garau - Ed. Hoepli




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